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Consigli fondamentali per l'acquisto della bicicletta più adatta alle proprie esigenze
Le biciclette sono di vari tipi e misure: una prima facile divisione è quella tra bici da città o "da passeggio", biciclette da corsa, mountain bike/off-road/trekking, da bambino. In quasi tutte queste categorie esiste la distinzione tra telaio da uomo e telaio da donna. Tralasciamo le bici da corsa e le mountain bike più tecniche per concentrarci esclusivamente sulle biciclette da città e sulle altre categorie utilizzabili, se opportunamente attrezzate, sia per la città che per brevi o lunghe escursioni fuoriporta. Quelle che una volta erano le biciclette da città, oggi grazie ai progressi introdotti dalla MTB (mountain bike), si sono molto evolute, diventando ottime compagne di strada anche per gite, solitarie o in compagnia, di diverse decine di chilometri. Le biciclette considerate da passeggio sono state "contaminate" sia dalla mtb che dall’enorme progresso tecnico che hanno avuto le biciclette da corsa, diventando ottime biciclette per le lunghe distanze e per tutti i terreni. Sono nate, in anni relativamente recenti, le biciclette cosiddette “ibride” da cicloturismo e da trekking. Dalla mtb si è preso spunto per la sezione dei pneumatici, per l'efficienza dei sistemi frenanti, per la forma, in gergo tecnico "geometria", del telaio, per la novità della forcella ammortizzata; dalla bici da corsa o da ciclo turismo si è mantenuto il diametro della ruota che consente soprattutto uno sviluppo maggiore della pedalata che unita alla sezione stretta migliora la scorrevolezza, l'impostazione del manubrio che consente una ampia gamma di posizioni diverse, utili a ridurre la fatica sulle lunghe distanze (non è certo il caso per le bici da città). All'interno delle categorie principali, esistono vari sottogruppi, caratterizzati:
Che cosa determina il prezzo di una bicicletta? In estrema sintesi la risposta più facile è: dall'insieme della componentistica. Analizziamo quindi quali sono le componenti che definiscono la qualità e quindi il prezzo di una bicicletta. Il primo fattore che determina il prezzo è il telaio, che può essere di acciaio, alluminio, carbonio, titanio. Oggi nel segmento corsa e mountain-bike la tendenza è verso il carbonio e l'alluminio di livello alto, mentre l'attuale standard di una buona bicicletta da città è l'alluminio "primo prezzo", che non significa scadente. Sicuramente rispetto all'acciaio, o al ferro che spesso ancora si usa per i modelli più economici, l'alluminio classe 7000 è già una ottima partenza. Oggi (2007) i telai di alluminio hanno subito un calo significativo di prezzo, grazie soprattutto alla loro enorme diffusione e alla concentrazione su poche misure e pochi modelli differenti, quindi ad una industrializzazione in grande serie. Ma il telaio non è l'unica variabile che determina il prezzo. Importante almeno quanto il telaio è il "gruppo", termine che indica l'insieme di: cambio anteriore e posteriore, corone e pignoni, pedivelle, movimento centrale, leve freni e freni, mozzi delle ruote, blocco dello sterzo. Anche in questo caso la produzione industriale standardizzata ha consentito importanti riduzioni di costo. E non è tutto, mancano ancora sella e tubo reggisella, attacco manubrio e manubrio, parafanghi, ruote, fanaleria, campanello e, indispensabile per la città portapacchi ed un buon paio di borse posteriori. Tranne che per le specialissime da corsa, dove la ricerca della leggerezza unita alla resistenza è estrema, ormai è "di serie" quello che fino a pochi anni fa era un optional molto richiesto: la forcella ammortizzata. Decisamente utile anche sulla bicicletta da città, soprattutto per un maggior confort di marcia sul pavè di Milano. Per tale uso anche le forcelle "primo prezzo" sono sicuramente adeguate e non influiscono più di tanto sul prezzo globale della bicicletta. Freno a bacchetta o impostazione più sportiva? Sono due concetti e due stili di concepire la bicicletta, differenti ed ugualmente validi. Con un facile paragone automobilistico potremmo dire che la bicicletta con freno a bacchetta è un po' come l'auto storica. Ottima per le passeggiate in campagna, se non ci sono nemmeno i cavalcavia, e per i brevi spostamenti in città, meglio se in una città di pianura, come Milano. La posizione in sella sulla classica bici nera, freno a bacchetta (Umberto Dei, Edoardo Bianchi, Taurus, etc. etc.) è molto comoda dal punto di vista del confort, soprattutto in città, a scapito dell'efficienza della pedalata in termini di velocità e “accelerazione” in partenza. Alla lunga, la mancanza del cambio si sente, anche se il rapporto su queste biciclette è in genere molto ben calibrato (alcuni modelli montano anche un cambio a tre rapporti inserito nel mozzo posteriore). La posizione un po' troppo da poltrona però, non aiuta chi soffre di mal di schiena, in quanto le asperità del terreno vanno dritte, dritte, sulla verticale della schiena che forma con il piano stradale un angolo di 90°. In tal senso il busto leggermente proteso in avanti, tipico delle biciclette con impostazione più sportiva, potrebbe essere una soluzione migliore. Le selle larghe e super ammortizzate possono, solo in parte, ovviare all'inconveniente e su queste biciclette la forcella anteriore è rigorosamente rigida. I modelli più classici e "prestigiosi" montano ancora una forcella molto arcuata, quindi più elastica, che, oltre a mandare più in avanti la ruota anteriore con una conseguente maggiore stabilità direzionale, aumenta il confort di guida, in quanto tale curvatura elastica, ammortizza le asperità del terreno. Tale forcella, molto protesa in avanti, era una componente classica sulle biciclette prodotte fino agli anni 50. In genere le più moderne biciclette da città o da passeggio, perlomeno quello con uno spiccato orientamento sportivo, hanno una posizione di guida più “in avanti” pur non montando il classico manubrio dritto da mtb e sono dotate di un cambio che offre una gamma di rapporti anche in esubero, da 21 a 24 o anche 27 diverse combinazioni offerte dall'insieme di tre corone anteriori e 7, 8 o 9 pignoni posteriori. Il numero totale delle possibilità è ottenuto dalla moltiplicazione del numero di rapporti anteriori per quelli posteriori, anche se in realtà non ogni singola corona andrebbe usata con tutta la gamma dei pignoni posteriori, questo per non fare lavorare male la catena, che deve lavorare il più diritta possibile. Ad esempio le combinazioni estreme - corona anteriore più grande con pignone posteriore più grande, o corona anteriore più piccola con pignone posteriore più piccolo - obbligano la catena a lavorare con una diagonale eccessiva, ovvero fuori dalla linea ideale di allineamento, con maggiori probabilità di rottura dovuta ai maggiori attriti. Questo tipo di biciclette, hanno tutte (o quasi) di serie l'attacco manubrio con inclinazione regolabile, il che consente di adattare meglio, alle esigenze personali, sia l'altezza del manubrio che la sua distanza dalla sella (lunghezza della bicicletta). Questo biciclette, infine, si adattano meglio ad eventuali gite fuoriporta. Il cambio con più rapporti si apprezza molto, sulle distanze maggiori, sulle inevitabili salite e salitelle che si possono incontrare e anche nel malaugurato caso in cui ci si dovesse trovare controvento, il rapporto “più agile” aiuta a ridurre la fatica. Ultimo, non insignificante dettaglio, queste biciclette hanno il sistema di sbloccaggio delle ruote "a sgancio rapido" che consente di togliere e mettere entrambe le ruote con facilità, il che agevola non poco l'operazione di cambio della camera d'aria in caso di foratura. Solo città o anche qualche passeggiata-escursione? Una volta che si è scelto di salire in sella, superati i disagi dei primissimi giorni e qualche inevitabile dolorino tipico dei neofiti, si passa alla messa a regime del sistema ciclista-bicicletta. Si cerca la posizione più confortevole, l'altezza migliore per la sella, si trovano i trucchi per trasportare tutte le piccole necessità quotidiane... insomma si inizia il percorso per diventare degli “utenti esperti”. E' solo con l'esperienza che si incomincia a capire la funzionalità della bicicletta e l'importanza di ogni suo componente. E' quindi importante, al momento dell'acquisto, fare una scelta oculata, avere le idee chiare sull'utilizzo che se ne intende fare e lasciarsi anche consigliare dal negoziante che, soprattutto se appassionato, non può che darvi buoni consigli. Quindi confidavi con lui senza timori. Se pensate di voler fare lunghe passeggiate fuoriporta e usare la stessa bicicletta per i vostri spostamenti cittadini, dovrete orientarvi su una bicicletta decisamente sportiva, con cambio di buona/ottima qualità a 27 rapporti, ruote del 28 (misura da uomo), con impostazione adatta a tutti i terreni, senza essere una mountain bike (ruote del 26). A tale bicicletta, per l'utilizzo cittadino, dovrete far aggiungere la fanaleria ed i parafanghi di tipo removibile (il portapacchi e le borse sono una scelta squisitamente personale). La scelta dei parafanghi removibili è dettata dalla maggiore praticità nel trasportare la bicicletta, per esempio nel caso di escursioni che richiedano trasferimenti in auto: togliendo le ruote per infilare la bici in auto, l'ingombro si riduce solo se non ci sono i parafanghi. Un ultimo, ma non trascurabile dettaglio: la scelta del manubrio. Il manubrio da passeggio, per intenderci, quello classico che prevede la presa della mani inclinata di circa 30-45° rispetto all’asse longitudinale della bici (o alla direzione di marcia per essere ancora più chiari), è sicuramente il più confortevole. Rispetto al classico manubrio montato sui modelli con freno a bacchetta, dove la mani sono esattamente parallele al senso di marcia, con una leggera perdita di efficacia nella forza delle mani nella frenata, questo tipo di manubrio risulta un buon compromesso. Divagazione tecnica: il manubrio più è basso e avanzato, più consente di “tirare” al momento della partenza e nella velocità di punta. Più è elevato e spostato verso il conducente, più sembra (anche se in realtà non lo è) confortevole, rendendo più difficile il controllo del mezzo in caso di imprevisto. Di certo in città una posizione eretta, privilegia la buona visibilità. Cosa vuol dire bicicletta su misura? Il concetto di bicicletta su misura è tipico dell’agonismo su strada di massimo livello. Cipollini, Indurain, Bettini & C. hanno tutti il telaio su misura ed ogni singolo componente ha una regolazione millimetrica, alla ricerca esasperata dell’ottima armonia uomo-macchina. Alcuni amatori particolarmente esigenti vogliono il telaio su misura di produzione artigianale, quasi “sartoriale”. Anche in questo caso la mtb ha rotto un tabù. I marchi americani (Trek, Specialized, Cannondale, Scott….) a metà degli anni ’90 sono riusciti ad imporre misure standard per il telaio e come per le T-shirt si sono presentati con telai S-M-L-XL prodotti in serie, lasciando al resto della componentistica gli “aggiustaggi” di precisione, delegati soprattutto all’attacco manubrio e al cannotto reggisella. Anche per i profani però il concetto del “su misura” ha importanza. Sulla bicicletta ci si deve sentire a proprio agio in tutte le condizioni. Una bicicletta troppo piccola o troppo corta risulta più “manovriera”, ma meno stabile. Una bicicletta troppo lunga, obbliga ad una posizione innaturale del collo per riuscire “a guardare davanti a testa alta”. La sella troppo bassa, pur comoda per appoggiare bene i piedi a terra quando ci si ferma, fa lavorare male le ginocchia nella rivoluzione completa della pedalata. La ruota anteriore troppo vicina al telaio rischia, nelle curve, di toccare nel piede nel punto di massimo avanzamento del pedale durante il giro completo della pedalata. Insomma bisogna stare attenti al momento della scelta e lasciarsi consigliare da chi è più esperto di noi, negoziante o amico che sia. Infine una raccomandazione, nella scelta non lasciatevi guidare solo dal prezzo più basso, la vostra bicicletta diventerà per voi una grande compagna di vita e di strada. Come diceva una reclame di qualche anno fa: “il caffè è un piacere, se non è buono, che piacere è?” E per gli itinerari “turbolenti” e le strade zitte? La quasi totalità degli itinerari da noi proposti può essere affrontata con una classica bicicletta da corsa, ma anche qui le varianti offerte dal mercato sono innumerevoli. Da parte nostra suggeriamo sempre biciclette non troppo delicate (= esaperatamente orientate alla leggerezza da corsa pura) soprattutto per le ruote. Lo diciamo perché molte delle nostre “strade zitte” sono spesso con asfalto vecchio, rovinato e ogni tanto capita anche qualche pezzetto di sterrato. Sicuramente consigliamo di montare copertoncini con sezione almeno del 23, o addirittura 25. A seconda della costituzione del “conducente” raggi e cerchioni devono essere adeguati a terreni che a volte sono sconnessi. Certo è che le bici robuste e di prezzo contenuto, sono spesso anche le più pesanti. Le cosidette ibride sono sicuramente le più indicate. Noi sconsigliamo le MTB per i nostri percorsi, perché sono in prevalenza su strade o sterrati molto ben pedalabili con ruote del 28 che consentono una scorrevolezza migliore e quindi un minor affaticamento. Oltre a ciò va riconosciuto al manubrio da corsa, nonostante ciò che al primo impatto si può pensare, il grande merito di una variabilità di posizioni che consentono grande alternanza soprattutto sui percorsi più lunghi. Il comfort dei nuovi manubri in carbonio con appoggio del palmo mano piatto, poi, sono di una comodità impareggiabile. Potete orientarsi su modelli non recentissimi che magari sono proposti a prezzi da “saldo”, andando a pescare nella gamma Bootleg di Cinelli, sicuramente confortevole, robusta ed economica, ma non leggera, o nella gamma Tricross di Specialized, nata per il ciclocross e proposta per il cicloturismo. Il modello base ha un ottimo rapporto qualità prezzo, a discapito della leggerezza. I modelli superiori arrivano fino al telaio tutto carbonio e componentistica adeguata, ovviamente a scapito del prezzo. Al carbonio va sicuramente riconosciuto, se lavorato con competenza, un grande comfort di marcia. La versione con telaio in alluminio E5, è il compromesso ideale, si può acquistare anche il solo telaio e aggiungere la componentistica preferita. La corona “compatta” è quasi d’obbligo a meno di non avere un numero infinito di ore da dedicare all’allenamento per riuscire ad affrontare le nostre 1.000 salite zitte senza rovinarsi di fatica. Le ruote leggere e robuste non costano poco, ma alleggerire la massa rotante aiuta di molto in salita. L’idea della contaminazione ciclocross/cicloturismo è sicuramente vincente, vale la pena quindi di orientarsi in questa direzione, Kona è un’altra marca interessante in questo segmento, affidandovi al vostro negozio di fiducia. Inoltre se durante i mesi invernali provate ad allenarvi montando i classici pneumatici tassellati da ciclocross, quando a primavera ritornerete a pedalare con il battistrada liscio, vi sembrerà di volare. |