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Corso di mountain bike per bambini

Si è chiuso l’ultimo corso di mountain bike per bambini tenuto dalla nostra coach e maestra, Anna Salaris. Ci auguriamo di poter, presto, riaprire le iscrizioni per l’edizione primaverile.

Sperando possa essere davvero una primavera di rinascita. Intanto ecco cosa hanno combinato gli scatenatissimi allievi, come ci ha raccontato Anna.

“…ma è finita la lezione? Di già?!” chiedono i bambini quando li riaccompagno dai genitori al termine del corso; sanno di non essere in grado di valutare lo scorrere del tempo e sanno che la bici è in grado di introdurli in una dimensione (che si manifesta in loro attraverso un entusiasmo incontenibile e coinvolgente) in cui il tempo subisce accelerazioni straordinarie ed incomprensibili.

La mtb offre variabili infinite per stimolare l’apprendimento e lo sviluppo di molte capacità, fisiche e cognitive, che permettono al bambino di crescere.

Attraverso la richiesta reiterata di compiti motori finalizzati all’apprendimento del fondamentali della mtb, infatti, si ricerca lo sviluppo sia delle capacità condizionali di base (come forza resistenza e velocità) che di quelle coordinative più strettamente collegate alla dimensione intellettiva ed emozionale.

La tecnica della mtb, infatti, se miscelata ad una buona dose di fantasia, permette  di proporre esercizi e giochi che stimolino l’equilibrio, l’apprendimento e l’adattamento motorio (capacità coordinative di base).

Modulando poi le proposte in chiave ludica o competitiva in base alle età e alle potenzialità dei bimbi, è possibile lavorare sulla capacità di combinazione del movimento, sull’orientamento e la differenziazione spazio temporale, sulla capacità di anticipare un’azione e sul ritmo (capacità coordinative specifiche).

Ecco allora una salita, un rapporto un po’ più duro e una salita un po’ più lunga per mettere in gioco forza e resistenza e poi una garetta a chi arriva primo, o a chi arriva ultimo!

Per stimolare velocità ed equilibro, la posizione in sella in salita, in discesa o in curva per acquisire nuovi schemi motori. Una frenata sull’erba bagnata o sulla ghiaia per adeguare il gesto della frenata alla situazione contingente; un gradino da scavalcare, il baricentro da spostare, per raggiungere l’obiettivo prefissato.

E ancora una pedalata in fila indiana (difficilmente immune da tamponamenti!) con un occhio a chi sta vicino (visione periferica), con traiettoria circolare o rettangolare per l’orientamento e la differenziazione spazio-temporale; un tragitto nuovo con salite inaspettate e slalom veloci per l’anticipazione e la ritmizzazione….

E poi, il peso su due, o su di un solo pedale, per “sentire “ dove sta il peso del proprio corpo (oggi i bambini patiscono la scarsità di esperienze motorie che permettono loro di costruire la percezione corporea); un piede (e un pedale) su e uno giù per la coordinazione inter segmentaria; guidare con una sola  mano, salire in bici da destra, o da sinistra, per la lateralizzazione; le cadute, all’ordine del giorno, per sapere che si può cadere e che si può ripartire senza troppe storie; e poi la catena che cade e la gara a chi è più bravo a tirarla su (da parte dei maschi, le femmine in genere osservano a distanza senza sporcarsi le mani!) per mettere in atto strategie di problem-solving; la scoperta delle potenzialità del mezzo meccanico e del controllo che si può avere su di esso.

Cosa accade durante il corso di mountain bike per bambini…

Quando il bambino acquisisce la tecnica e prende coscienza di avere il controllo della bici scopre infatti di poter fare cose grandi, scatta allora quella formidabile molla che lo spinge a superare le paure, ad affrontare discese curve o gradoni che mai avrebbe immaginato di riuscire a fare.

Si sente grande e bravo ai propri occhi e a quelli degli altri dai quali richiede approvazione (e teme il giudizio!), ingrediente indispensabile per formare la propria identità.

Sgomma impenna inchioda cade (se possibile nella prima pozzanghera disponibile) per il semplice piacere di farlo accrescendo quel senso di auto efficacia che alimenta la passione, potente motore motivazionale di cui oggi i bambini hanno così terribilmente bisogno.

Attraverso la pratica della bicicletta, inoltre, è possibile: veicolare messaggi educativi come il rispetto delle regole e dell’ambiente (non si “sgomma” nel bosco per non lasciare il segno del nostro passaggio, ci si ferma allo stop facendo pratica di “sur place”); responsabilizzare nella gestione di uno strumento (la bici) che deve essere sempre pulito ed efficiente (fortunatamente non sempre le mamme sanno oliare una catena o rimontare una ruota!); trasmettere l’importanza di accettare la fatica e reagire alle difficoltà per ottenere un risultato.

La bicicletta è uno sport, un mezzo di trasporto e di esplorazione e molto altro ancora. È uno sport non di squadra, ma che insegna a “fare squadra” quando c’è da aiutare il più piccolo a “portare su” la bici, a completare il percorso nel minor tempo possibile, a gonfiare una gomma.

E non è nemmeno uno sport individuale perché, per quanto si stia soli sulla sella, si condividono con gli altri fango e sudore. Uno sport che non impone ruoli precostituiti, ma che lascia liberi di specializzarsi come meglio si preferisce; che si gioca senza un campo ma con campi o boschi da attraversare; senza avversari da fronteggiare ma i propri limiti da superare; senza un punteggio da segnare, ma col piacere di sperimentare.

Una disciplina che si pratica senza reti o muri; dove l’area di gioco non ha linee di fondo se non quelle della propria fantasia!

 

 

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