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Francesca Luzzana, donna “Turbolenta”, consulente, comunicatrice, ma soprattutto pedalatrice da quando è stata in grado di trovare una bici della sua misura. 

A 25 anni la prima bici da corsa. Da lì a scoprire la sua passione per le salite, il passo è stato breve. Brevissimo. 

Raggiunti i fatidici “anta” e venendo dal mondo della comunicazione ha capito che, suo malgrado (!), avrebbe dovuto lavorare tutta la vita.

A quel punto ha scelto di buttare le sue competenze, legate al mondo della comunicazione digitale, nel mondo della bicicletta.

Ha studiato. Tanto. Un corso presso l’Università di Verona in collaborazione con Fiab per promotori della mobilità ciclistica, tanto sui manuali e due anni a bottega per imparare il mestiere di ciclomeccanico dagli amici Bici&Radici, a Milano. 

Insomma, le quote rosa di Turbolento sono belle toste, decise e appassionate. 

Da tanta passione e dedizione è nato il primo libro di Francesca Luzzana, edito da Gruppo Editoriale Simone, con le splendide illustrazioni di Isabella Giorgini.

Lo trovate online e nelle migliori librerie. Noi, invece, vi raccontiamo qualcosa di più su di lei, sul libro e i suoi progetti! 

Francesca, perché un manuale di ciclomeccanica “for dummies”?

Ho voluto raccogliere le basi utili della meccanica della bicicletta, per avvicinare chi non è esperto in materia.

Il manuale ha illustrazioni bellissime e non vuole essere un elogio al tecnicismo della bici, ma vuole aiutare chi si avvicina alle due ruote (a pedali), con un primo approccio alla manutenzione e riparazione della bicicletta.

Essere autonomi nella gestione degli imprevisti tecnici è una delle tue fisse…

Sì, è un aspetto al quale tengo moltissimo.

Affrancarsi dalla dipendenza dal meccanico è importante. Anche per poter uscire anche da soli, in totale tranquillità.  

Quali sono le cose da sapere, senza compromessi, sulla bici? 

Primo: è fondamentale, manco a dirlo!, saper riparare una foratura e cambiare la camera d’aria. Se provi a farlo solo quando hai bisogno… è più complicato, ma è una buona palestra! 

Secondo: la bici va “ascoltata” quando funziona perfettamente per comprendere quando c’è qualcosa che non funziona, attraverso i rumoracci che fa!

Terzo: non sarebbe male imparare a registrare i freni e sostituire i pattini.

Quarto: imparare a stare bene in sella, pedalare alla giusta altezza e acquistare la bici della corretta misura sembra scontato ma non è banale! Fatevi consigliare in negozio e chiedete consigli utili di manutenzione ordinaria.

Quinto: bisogna imparare che la bici (soprattutto se si parla di city bike) va legata, per evitare il più possibile i furti, palo/telaio/ruota! Se legate solo la ruota al palo con la catena, potete salutare la vostra bici subito. 

Soprattutto se girate in città ad alto rischio, come Milano. Per metterla al sicuro, inoltre, è necessario uno strumento adeguato.

La teoria dice di investire il 10% del valore della bicicletta in sicurezza (bloster o catena).

Sesto: la sicurezza prima di tutto. Non scordate le luci anteriore e posteriore e, anche se non obbligatorio, usate il casco appena potete… 

Che impegni futuri ci sono all’orizzonte? 

Vorrei impegnarmi ancora di più per incrementare la presenza femminile nel mondo del ciclismo. 

Insomma, auspico che più donne possano essere coinvolte nella bike industry con ruoli manageriali e decisionali.

Quindi credi nel potenziale dell’“altra metà del cielo”?

Sì, credo che le donne, in ruoli chiave, possano fare bene e del bene.

E un viaggio?

Per il momento, lo ammetto, non ho programmi di fuga. Sì, perché il viaggio, diciamocelo, è avventura, ma può essere anche fuga. Ma per ora… ho un po’ di cose belle da fare qui!

La ciclomeccanica raccontata da Francesca Luzzana nel suo manuale

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