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Muoversi e viaggiare in bicicletta

Muoversi in bicicletta, ora più di prima, è una scelta individuale per il bene collettivo. Oltre alla riduzione dei fattori di inquinamento dell’aria, chiunque è in grado di pedalare lo dovrà fare, per una nuova ragione: liberare posti sui mezzi di trasporto pubblico per chi non può scegliere di spostarsi in altro modo.

Una certezza è “più certa” di altre: l’esposizione “cronica” ad elevate concentrazioni di inquinamento dell’aria che respiriamo, ha conseguenze negative, dimostrate, sulla nostra salute. Non lo diciamo noi Turbolenti, ma l’agenzia europea per l’ambiente: vivere in aree inquinate, come ad esempio la pianura padana, predispone ad una maggiore suscettibilità, soprattutto della popolazione più anziana, alle infezioni.

Dall’esperienza che stiamo vivendo con il covid-19, deriva una seconda certezza: gran parte dell’inquinamento dell’aria, è dovuto prevalentemente al traffico. E’, credo, sotto gli occhi di tutti noi, la migliore qualità dell’aria, in questo prolungato e forzato fermo motori. Proviamo ad evitare il ritorno all’aria di prima.

Promuoviamo l’uso della bici

Ogni volta che si può. Lo si sente dire, in questi giorni, da più parti. Nel nostro piccolo lo facciamo da quasi trent’anni con le nostre attività. Dalle manifestazioni ciclistiche ai molti percorsi su strade secondarie, ottime per il cicloturismo sportivo. Le Strade Zitte.

In questi due mesi abbiamo lavorato sul sito turbolento.net aggiungendo nuovi contenuti. Dalla pagina dedicata al nostro Codice (turbo)etico, a quella per Zanazzi.

Una nuova pagina per tutte Le Turbolente e una raccolta dei nostri consigli per chi si sta avvicinando alla bicicletta da corsa, ibrida o da passeggio. Infine la presentazione di quel gruppo di “fabbricanti di passione” che, dietro le quinte, lavora per farvi pedalare sempre di più, sempre meglio.

Grand Tour Alpi e Laghi di Lombardia

Un pensiero ciclistico, per il nostro nuovo futuro. È il nostro modo per ringraziare tutti coloro che sostengono e condividono la nostra visione di cicloturismo sportivo: i nostri partner Cinelli, Enervit, Columbus, Gimme5, Cyclist, Under Armour, Smith, Sportful, Compex e Northwave oltre a tutti voi che con la vostra partecipazione alle manifestazioni e le vostre donazioni, ci sostenete.

Per il momento ne anticipiamo il tracciato, con una semplice indicazione di giorni/tappa. A brevissimo troverete le tracce e le descrizioni dettagliate delle singole tappe nella sezione Le Strade Zitte.
Le tappe sono abbastanza impegnative per lunghezza e dislivelli affrontati, ma quasi tutte possono essere dimezzate, aumentando i giorni di viaggio.

Le tappe sono pensate anche in modo da consentire di suddividere l’intero tour in momenti differenti. In diversi week-end o mini-viaggi di 3 o 4 giornate, a vostra discrezione.

Un anello di 1064 chilometri e 10.800 metri di dislivello

Il punto di partenza e arrivo è Milano, nostra sede operativa. Essendo un lungo anello può iniziare e finire in un qualsiasi punto.

Si parte direzione sud-est verso Lodi, Cremona, Casalmaggiore, quindi nord-est-nord verso Sabbioneta, Borgoforte e Mantova. Da qui a nord verso Peschiera del Garda,  nord-ovest-nord, Desenzano, Salò, Gardone, Gargnano. Da qui c’è la possibilità di interrompere il tour e percorrendo la Gavardina (pista ciclabile) rientrare su Brescia.

Tra il Garda e il lago d’Idro iniziano le salite. Dalla meravigliosa Val Vestino alle grandi salite con il Passo Croce Domini, Breno, Borno, Schilpario, il Passo del Vivione, Edolo, Ponte di Legno, il Passo del Gavia, Bormio.  Qui proponiamo una tappa doppia (2 notti) con un giorno di “riposo” per non perdersi ne la salita allo Stelvio, visto che siamo ai piedi del re di tutte le salite d’Europa, ne una buona dose di relax alle terme dei Bagni Vecchi.

Da Bormio si scende al lago di Como, percorrendo tutta la Valtellina. Passaggi a Tirano, a Morbegno con l’opzione di fare tappa per affrontare il giorno successivo la salita al Passo San Marco e chiudere la parte orientale con rientro su Bergamo e Milano.

Grand Tour Alpi e Laghi: versatile e modulabile

Da Morbegno il Grand Tour Alpi e Laghi prosegue fino a Colico e quindi Varenna. Da Colico si può scegliere se percorrere il lungo lago, o imbarcarsi fino a Varenna o Bellagio, o Lecco e di nuovo trovare la possibilità di chiudere la parte orientale del Grand Tour rientrando a Milano via Adda e Martesana. Di certo la navigazione del lago offre una vista spettacolare su quei monti sorgenti dall’acque di Manzoniana memoria.

Se dormite a Varenna, al mattino prenderete il traghetto per Bellagio per affrontare la salita al Superghisallo e la discesa alla Chiesetta dedicata alla Madonna protettrice di tutti i ciclisti. Visita la Museo del Ciclismo fortemente voluto da Fiorenzo Magni e discesa per rientrare a Bellagio.

Da qui a Como, quindi Varese e il lago Maggiore, Sesto Calende, Turbigo, a sud fino a Pavia seguendo la valle occidentale del Ticino, lungo i percorsi “A ritmo d’Acque” (16 percorsi cicloturistici in area NAvigli a Ovest di Milano), scoprendo la Piazza Ducale di Vigevano e le piccole strade che lambiscono i Navigli Sforzesco e Langosco.

Tappa a Pavia, anche in questo caso proponiamo due notti per godere il giorno successivo, uno dei più spettacolari giri nell’Oltrepo pavese con la magica salita dal Lago di Trebecco a Pometo, quella che i ciclisti locali chiamano il Piccolo Stelvio. Venti tornanti in rapidissima successione per salire di soli 300 metri di quota.

Si rientra a Pavia e quindi, con breve e “piatta” tappa conclusiva, a Milano. A voi la scelta se in unica soluzione o con tappa notte a Pavia.

I più allenati e i randonneur, potranno concludere questo Grand Tour Alpi e Laghi, in pochi giorni. I più tranquilli e chi vuole godersi l’esperienza in chiave cicloturistica potrà optare per tappe giornaliere attorno ai 50/60km.

Fermandosi a Lodi non solo per un caffè, andando a vistare la bottega del liutaio Gaspar Brochart a Cremona, fermandosi per la notte a Sabbioneta e non solo a Mantova. Aggiungendo un punto tappa a Peschiera dal Garda. Fermandosi a dormire al rifugio Passo Crocedomini e così via fino a chiudere con calma l’intero tour.

Ti piace l’idea? Continua a seguirci.

Nella sintesi cartografica, in rosso le tappe di montagna, in azzurro i “tagli” che dividono in moduli il Grand Tour.

 

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