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Al passo del Rastrello salendo da Sesta Godano
Al passo del Rastrello salendo da Sesta Godano
Al passo del Rastrello salendo da Sesta Godano

Da Milano al mare Adriatico (Cremona-Sabbioneta)

Lombardia / facile / 54 km / 300 D+

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DESCRIZIONE

Cremona / Da Milano a Ferrara e al delta del Po. Terza tappa. Itinerario cicloturistico a tappe, da Cremona verso Bosco ex Parmiggiano, San Daniele, Casalmaggiore e Sabbioneta pedalando sull’argine maestro del Po. Riscoprendo la cultura rurale della bassa padana.

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LA CITTA’ DI VESPASIANO – a cura di Chiara Periti
 
I volantini turistici segnalano Sabbioneta come città “a misura d’uomo”, dell’uomo del Rinascimento anzi, di quell’uomo del Rinascimento che fu Vespasiano Gonzaga che la fondò nel 1556 progettandola nelle fortificazioni e nell’impianto urbano. Forte dell’esperienza come architetto militare al servizio di Filippo II di Spagna, Vespasiano trasforma un modesto castello nella sua città e in barba ai più famosi parenti della vicina Mantova, che si destreggiano in delicate azioni diplomatiche con le altre corti, lui diventa il “dux”, unico e indiscusso imperatore a regnare su una nuova piccola Roma. Delle città romane Sabbioneta ricalca la pianta eppure, avvicinandosi alla città e costeggiando le mura cinquecentesche, si ha l’impressione di trovarsi semplicemente davanti ad un borgo fortificato con i baluardi protetti da un terrapieno. Varcando Porta della Vittoria si identifica invece l’impianto per assi ortogonali con un cardo e un decumano perfettamente riconoscibili nella vie Gonzaga e Dondi mentre i 34 regolari isolati su cui affacciano gli edifici più importanti sono sotto gli occhi dei visitatori, increduli nel toccare con mano tanta perfezione urbanistica. Passeggiando per Sabbioneta cresce la curiosità di sapere chi fosse e che aspetto avesse il suo duca ma per questo basta entrare nella chiesa dell’Incoronata mausoleo dello stesso Vespasiano. Qui è conservata la sua statua bronzea opera di Leone Leoni che lo rappresenta abbigliato come un imperatore romano e che in origine era collocata su un alto basamento accanto alla scalinata di accesso a Palazzo Ducale. Affacciato sulla piazza omonima, quest’ultimo edificio era il cuore politico della città e rievoca ancora oggi lo spirito di Vespasiano e dei suoi avi. Nella Sala delle Guardie sono infatti sopravvissute quattro delle dodici statue equestri in legno che rappresentano gli antenati del duca e celebrano la gloria del casato insieme alla nobile genealogia. Ricchezza e potere sono a portata di sguardo anche nella Sala d’Oro dove il soffitto è rivestito di foglie d’oro zecchino. Tornando sull’asse di via Gonzaga si incontra il vero gioiello di Sabbioneta, il Teatro all’Antica di Vincenzo Scamozzi. Costruito nel 1588 è il primo esempio di teatro stabile che senza alcun dubbio merita una visita. Pur rimaneggiato nel corso dei secoli, l’edificio conserva intatto il suo fascino con il palcoscenico inclinato verso lo spazio dell’orchestra e le gradinate riservate agli spettatori che si stagliano davanti ad una loggia semicircolare coronata da statue di divinità. La galleria di personaggi antichi prosegue negli affreschi della parete di fondo mentre ai lati della platea sono dipinte le vedute di Roma, espediente illusionistico per convogliare gli sguardi verso la scena fissa e in grado di annullare completamente lo spazio architettonico, dando la sensazione di trovarsi in un antico teatro all’aperto. Il principe assisteva agli spettacoli affacciandosi dal loggiato per dominare la scena sovrastando ancora una volta i suoi sudditi. Luogo di pace lontano dall’apparire pubblico è il Palazzo del Giardino. Dietro la facciata con il cornicione in legno si snodano sale e camerini dall’elegante decorazione a grottesca dove Vespasiano si ritirava a leggere e studiare. Ancora pochi passi e si giunge alla Porta Imperiale. Lì accanto i nomi delle strade, della Zecca; Accademia e Stamperia, ricordano le attività economiche e culturali di una città dove il tempo si è fermato. Fuori da Sabbioneta si torna al mondo di oggi ed è come uscire da un quadro metafisico. A nulla serve ricordare che Vespasiano avvelenò la moglie e uccise il figlio, che obbligò i cittadini del contado a risiedere in città sotto la minaccia di pene anche fisiche e che alla sua morte svanì senza eredi il sogno della città ideale. Sabbioneta è bellissima malgrado e grazie al suo inventore, un’utopia da guardare e gustare con ammirazione.
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PROFILO TECNICO

Usciti da Cremona in direzione Bosco ex Parmigiano si seguono le indicazioni per Stagno Lombardo passando prima da Gerre de Caprioli e poi da Brancere. Superato Stagno si prosegue per Ca’ de Gatti e San Daniele. Sono strade molto tranquille che in parte seguono gli argini (non sempre perfettamente asfaltati, a tratti anche sterrati) e in parte li costeggiano, a volte con rettilinei che in bici sembrano “eterni”. 
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Chi affronta il percorso con bici adatta agli sterrati, uscendo da Cremona dalla via del Sale (Parco del Po e camping), può voltare a destra in cima alla breve salita, mettendosi subito sugli argini – via Boscone – che portano a sud del Bosco ex Parmigiano, verso Gerre de Caprioli, costeggiando il Po fino al ristorante-balera Lido Ariston.
 
Questa variante è molto piacevole ma, per brevi tratti, piuttosto accidentata, certamente non percorribile con bici da strada. Superato il Lido Ariston si ritorna sull’asfalto. A San Daniele Po – Località Isola Pescaroli – si passa sotto il ponte della SP33 che attraversando il Po porta verso Parma. L’itinerario prosegue in direzione Casalmaggiore superando nell’ordine: Isola Pescaroli, Motta Baluffi, Torricella del Pizzo, Gussola e Martignana. Dopo una piacevolissima cavalcata di 26 chilometri, quasi interamente sugli argini, si arriva a Casalmaggiore in prossimità del Centro Sportivo lungo il Lido Po. Qui, dove inizia la parte di argine chiusa al traffico, si scende dagli argini portandosi verso il centro, quindi verso la parte est dell’abitato. Al semaforo, in prossimità dei centri commerciali, si attraversa la SS343 portandosi sulla destra in direzione del Santuario Madonna della Fontana. Il santuario merita sicuramente una breve visita. Proseguendo lungo le stradine secondarie, si supera l’abitato di Ponteterra e dopo pochi chilometri si arriva a Sabbioneta entrandovi da via Giulia Gonzaga. Dopo circa 500 metri, sulla destra, si trova Palazzo Giardino dove c’è l’ufficio informazioni turistiche. Siamo ormai a 160 chilometri dalla darsena di Porta Ticinese. E da qui si riparte per la quarta tappa.

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