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Al passo del Rastrello salendo da Sesta Godano
Al passo del Rastrello salendo da Sesta Godano
Al passo del Rastrello salendo da Sesta Godano

Da Milano al mare Adriatico (Lodi-Cremona)

Lombardia / facile / 54.50 km / 97 D+

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DESCRIZIONE

LODI / Seconda tappa del percorso di pianura verso l’Adriatico o meglio il delta del Po. Dalla bella piazza di Lodi si arriva all’altrettanto bella piazza di Cremona caratterizzata dalle botteghe di liuteria, dalle torri e dai dolci. Ma lasciamo a Chiara l’onore della descrizione in chiave turistica della città. Durante l’itinerario è d’obbligo una sosta a Pizzighettone.

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PIZZIGHETTONE E IL BOSCONE – a cura di C.Periti
 
Torri, rivellini, casematte, quando si passeggia per Pizzighettone ci si sente protetti e al sicuro dietro quelle mura che raggiungono anche i 3 metri e 60 di spessore. L’imponente opera di fortificazione viene iniziata già nell’XI secolo ma è sotto i Visconti che raggiunge l’aspetto vero e proprio di apparato difensivo, grazie anche alle acque dell’Adda e del Serio Morto che circondano l’abitato. Il Gruppo Volontari delle Mura si occupa della pulizia e della manutenzione e per soli 2 euro e 50 può guidarvi lungo il camminamento che passa sopra le carceri, incontra i torrioni ed entra nella cella di segregazione. In poco più di un’ora e mezza si scoprono i segreti dell’architettura militare, si rievocano personaggi storici e ci si accorge che le mura fanno parte della vita del paese nel presente. Nelle casematte, un tempo ricoveri per le truppe ma anche depositi di merci e munizioni, si svolge ogni anno a novembre la festa dei “fasulin de l’öc cun le cudeghe”, un trionfo di calorie e grassi accompagnati da fumante polenta. Anche a giugno, durante il Corteo Storico, le mura hanno un ruolo da protagonista: le barche scendono lungo l’Adda, centinaia di comparse sfilano in costume e ricordano Francesco I re di Francia imprigionato nella Torre di Guado, proprio accanto al ponte sul fiume. Le iniziative si susseguono anche nel centro storico con i mercatini dell’antiquariato in settembre e la “3 giorni in piazza” nel mese di maggio. Bancarelle e divertimenti di vario genere si danno appuntamento tra il gotico Palazzo Comunale e dalla bella chiesa di San Bassiano. Guai a chi considera i paesi della pianura addormentati nel fitto delle nebbie, sotto l’apparente tranquillità della vita di provincia fervono le attività, dedicate anche agli amanti delle due ruote. Fresca di inaugurazione è infatti la ciclabile che porta a Soncino, primo tratto del percorso che unisce le tre città murate -Soncino, Crema e Pizzighettone – in via di completamento (nota del 20 11 2002). A due chilometri dal paese lungo la sponda destra dell’Adda si entra poi nella Tenuta del Boscone, parco regionale che si estende per 300 ettari solcato da 30 chilometri di sentieri praticabili a piedi e in bicicletta. Nei recinti, oltre agli animali da cortile, si trovano daini, cinghiali e mufloni, la fauna ittica è ricchissima e i più pazienti possono darsi al bird-watching per ammirare il volo di aironi, bianconi e falchi. Cartelli esplicativi lungo i percorsi più battuti descrivono la vegetazione e le caratteristiche dei diversi ambienti, dalle paludi alle aree coltivate i cui prodotti, in caso di sosta ristoratrice, sono serviti all’agriturismo della tenuta.

CREMONA CON TRE T – a cura di Chiara Periti

Rapisce i cinque sensi la bella Cremona dominata dal suo Torrazzo. La torre campanaria più alta d’Europa ti conduce senza errore verso il Duomo attraverso un manipolo di stradine in acciottolato per farti scoprire una delle più belle piazze d’Italia. Chiusa dagli edifici medievali della Cattedrale, del Battistero, del Palazzo Comunale e della Loggia dei Militi, piazza del Comune ti racconta di storia e di arte, di musica e di gastronomia. Il piacere degli occhi è appagato dalle forme romaniche del Battistero a pianta ottagona e del Duomo, entrambi rivestiti in marmo dalle delicate venature rosate. Sopra il portale della chiesa spiccano i rilievi con i lavori agricoli di scuola antelamica mentre nelle absidiole sul retro tante faccine scolpite sembrano spiarti insieme ai minacciosi leoni stilofori. La sorpresa continua all’interno con gli affreschi cinquecenteschi dei più importanti maestri lombardi: Boccaccino, Campi, Pordenone. E’ a quest’epoca che fa la sua comparsa sulla scena un altro simbolo della città padana: il violino. Veniva chiamato “lo strumento del diavolo”, forse per i virtuosismi soprannaturali di cui erano capaci maestri come Tartini e Paganini. Per chi può concedersi una mezz’ora in più nella patria della liuteria vale la pena di visitare la “saletta dei violini” ex cappella all’interno del gotico Palazzo Comunale, dove sono esposti uno Stradivari, un Guarneri del Gesù e alcuni strumenti di Andrea e Nicolò Amati. Viole e violini vengono suonati periodicamente per mantenere intatto il meraviglioso suono che dal Seicento ad oggi è rimasto inalterato. Prenotando in anticipo si può assistere ad una di queste audizioni: pochi minuti per ammaliare anche le orecchie meno fini. Accanto al palazzo, simbolo del libero comune cremonese, è la Loggia dei Militi del 1292, con l’emblema di Cremona conservato sotto al portico. Dalle vetrine delle botteghe che si affacciano verso il Duomo si possono vedere i maestri liutai al lavoro mentre levigano o incollano pazientemente pezzi dei violini. Costeggiando Palazzo Comunale si esce dalla piazza e si percorrono corso Campi e via Palestro dove il cinquecentesco Palazzo Affaitati ospita il Museo Stradivariano. Girando a destra si raggiunge corso Garibaldi sul quale si affacciano Palazzo Raimondi, sede della Scuola Internazionale di Liuteria con la bella facciata in bugnato e Palazzo Cittanova dagli archi ogivali e il coronamento a merlature. Accanto si intravede la facciata, fresca di restauro, dello scenografico Palazzo Trecchi. Tornando verso il centro è d’obbligo una sosta nella piccola via Solferino con la pasticceria Lanfranchi e lo storico negozio Sperlari. Dietro a vecchi banconi in legno, gentili commesse in grembiule azzurro ti inducono in tentazione ed è difficile uscire senza aver comprato un torrone o un croccante a forma di violino o, per i più audaci, un vasetto della mitica mostarda di frutta o di ortaggi. Torrone e Torrazzo, la chiamano la città delle tre “T” la bella Cremona, …a voi scoprire la terza “T” guardando vecchie cartoline un po’ “kitch” o i procaci décolleté delle belle cremonesi!

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PROFILO TECNICO

Usciti da Lodi lungo la Via Vecchia Cremonese e proseguendo lungo la ciclabile parallela alla SP26, si raggiunge Caviaga, qui i chilometri percorsi dalla partenza sono 51. Si prosegue in direzione sud-est sulla ciclabile che corre lungo il canale Muzza, superando Basiasco e Turano Lodigiano si arriva alla Cascina Colombina, la ciclabile continua più meno sempre parallela alla SP26 in direzione di Castiglione d’Adda. 
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Il canale Muzza, tra Bertonico e Castiglioneporta le sue acque nell’Adda. Superato Castiglione si prosegue verso Cavacurta e quindi Maleo. Da qui un piacevole sterrato pedalabile porta a Pizzighettone. E vale la pena di percorrerlo non solo perchè è la via più diretta.
In alternativa si segue l’asfalto e la ciclabile. Pizzighettone merita una visita e una sosta ristoratrice. Da qui si prosegue lungo l’argine dell’Adda, in direzione Crotta d’Adda.

Si supera Crotta d’Adda, la strada passa a sud del centro abitato e si esce in direzione di Acquanegra (a nord-est rispetto a Crotta). Giunti in località Belvedere ci si trova ad un bivio: a destra si segue l’argine dell’Adda, a sinistra si raggiunge il canale navigabile Milano-Cremona(o meglio quel che c’è di quest’opera incompiuta). Entrambe le strade portano a Spinadesco e quindi a Cremona. Seguendo il canale suggeriamo di tenersi sulla riva nord, la riva sud è campo gara di pesca, molto utilizzata anche come campo di allenamento da moltissimi praticanti che ne rendono impossibile la “pedalabilità”. La ciclabile lungo la riva si raggiunge comodamente dal ponte che attraversa il canale lungo la strada che collega Crotta e Acquanegra Cremonese. La riva nord è percorribile quasi fino a Cremona, pochissimi chilometri prima del centro città, superata la località Cava Tigozzi, la ciclabile termina con lo sbarramento del deposito di gas, si gira quindi a sinistra prima del ponte poi a destra tornando indietro per salire sul ponte che consente di attraversare il canale navigabile lungo la strada – via Riglio – che porta a Cremona sud (zona porto). Percorsi circa 3 km si giunge alla chiusa dove il canale navigabile prende l’acqua dal Po; circa 200m dopo la chiusa si gira a destra, si supera la sbarra e con 100m circa di sterrato si raggiunge la ciclo-pedonale lungo il Po (lungo Po Europa) che permette di attraversare a sud la città evitando il traffico. Giunti in prossimità del parco pubblico – Parco del Po- all’altezza del camping si gira a sinistra in via del Sale, uscendo quindi dalla città in direzione Bosco Ex Parmigiano lungo la SP50. In prossimità del camping di Cremona i chilometri percorsi dalla partenza sono 100. In alternativa, dopo aver superato la chiusa sul canale navigabile, si può proseguire lungo via Riglio e, in prossimità del Circolo Ricreativo dei Ferrovieri, voltare a sinistra verso Piazza Caduti del Lavoro, da qui a destra si supera il sottopasso proseguendo diritto in via del Porto, quindi il lungo Po. Da qui inizia la terza tappa. Prima del camping a sinistra in via del Sale e poi in direzione Bosco ex Parmigiano – Gerre de Caprioli – Stagno Lombardo.

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I percorsi sono in costante aggiornamento tuttavia, per le più recenti modifiche alla viabilità locale, alcune indicazioni potrebbero non corrispondere alla nuova viabilità.

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