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Il parquet del Vigorelli

Il parquet del Vigorelli

Il velodromo Vigorelli è un vecchio galeone. Chi ha potuto vedere le sue curve, non dal lato in cui si mostrano al pubblico, ma dal retro-palco, dove ci sono montanti e travetti in legno che puntellano la “chiglia” come all’interno di un antico naviglio, lo sa e il paragone gli viene naturale.
Per i denigratori la pista in abete rosso della val di Fiemme è un vecchio galeone in disarmo, per tutti gli altri, i tantissimi che gli vogliono bene e vorrebbero, ancora una volta, vederlo “tornare in pista” è un antico veliero capace di volare e far sognare, come il galeone di Peter Pan.

I Turbolenti, perpetui fanciulli in trepidazione di fronte alla vita, innamorati della loro stravagante idea di bicicletta, nel 1995 hanno provato a dar vita ad un sogno. Che vi raccontiamo.

Il 2 settembre 1995 il Veloclub Turbolento lancia RIMETTIAMOLO IN PISTA comitato per la tutela e il ripristino del Velodromo Vigorelli. Ci siamo presentati con il nostro stand al Salone del Ciclo e con l’ambizioso obiettivo di rimettere in pista l’abbandonato e glorioso Velodromo Vigorelli. L’iniziativa, le firme raccolte e la rassegna stampa ottenuta ci hanno letteralmente travolti.

Poco più di 10.000 firme raccolte nei quattro giorni del Salone, hanno ottenuto l’importante risultato di sensibilizzare l’Istituzione proprietaria dell’impianto, il Comune di Milano, nei confronti dello stato d’abbandono dell’impianto, chiuso da 10 anni. La grande disponibilità dell’Assessore allo Sport e la nostra determinazione hanno permesso a un sogno di diventare progetto. E al progetto di realizzarsi: il Vigorelli è stato riaperto al ciclismo con una pista in legno ripristinata a regole d’arte nel 1998.

Il 20 settembre 1998, con una cerimonia non all’altezza dei fasti gloriosi dell’impianto, la nuova pista viene inaugurata. Negli anni successivi, la totale mancanza di manutenzione, unita al non essere riusciti (tra tutti i soggetti coinvolti) a creare un comitato di promozione dell’attività su pista e non solo, ha fatto si che la pista tornasse ben presto “in malora”. Purtroppo.

Moltissimi gli ex pistard che hanno partecipato alla Turbolenza Vigorelli: Marino Vigna in testa a tutti, Mario Dagnoni, poi gli amici-nemici Maspes e Gaiardoni, Tommaselli, Pettenella e tanti figli di campioni che al Vigorelli avevano dato gambe e cuore.

In testa a tutti le figlie del Binda, ma tantissimi altri. Incontri, riunioni, opinioni, ricordi, pareri tecnici, litigate, insomma una gran vita attorno al galeone in disarmo.

La pista è in legno e al mondo oggi quelle in legno sono rare.

E’ lunga 398 metri e un tocchellino, troppo lunga per farci ancora le gare, secondo i moderni canoni delle gare su pista. Gli atleti di oggi vogliono anelli corti e nervosi, al massimo 250 metri, sempre in curva, rettilinei cortissimi, curve ripide. Ripidissime, come quelle del Vigo, dalla quali il Vigna e compari si buttavano giù come pazzi, a cercare il massimo slancio, per dare tutto davanti al pubblico assiepato in tribuna sul rettilineo d’arrivo. Il lungo rettilineo d’arrivo che consentiva grandi volate, lanciate dal punto più alto della curva nord.

L’impianto è scoperto e così le Sei Giorni non si possono organizzare. Non ne hanno mai organizzate al Vigo, anche se la lontana e confusa memoria collettiva, è convinta di averne viste….non è così.

L’impianto è stato messo in ordine nel ’95, o meglio parzialmente in ordine, ripulite le tribune, messi i seggiolini con i posti numerati, rifatto un bel prato in sintetico all’interno della pista, ripristinate le mezzelune all’interno delle curve (quelle dove si montavano i box dei meccanici e dei corridori); creato un ingresso disabili, che ha però compromesso l’ingresso in volata delle corse su strada dalla porta carraia, quella dalla quale nella tappa finale del Giro d’Italia sono entrati tutti i grandi della stagione d’oro del ciclismo internazionale. Non sono stati rifatti i servizi, non sono stati ripristinati i locali sotto le tribune. La giunta successiva a quella del ripristino, ha dedicato l’impianto alla memoria di Antonio Maspes e ha messo una targa in ottone che ricorda il concerto dei Beatles al Vigorelli nel 1963.

Qualche misera garetta, qualche presentazione di prodotti tecnici, il campionato di calcio per gli extracomunitari, poi di nuovo il grande nulla. Il declino, l’abbandono. Eppure…

Non so se oggi campeggi ancora il manifesto di ringraziamento allo sponsor Mapei che ha ripristinato la pista. Per un bel po’ di tempo anche i ringraziamento al Veloclub Turbolento ha fatto bella mostra all’esterno dell’impianto.

Oggi un nuovo movimento di amanti della ruota fissa ci sta ri-provando e allora forza ragazzi, facciamogli vedere che si può rifare. Gioco di squadra.

Nota del 28.03.2013 l’altro ieri, 26 marzo, sono stati depositati i 10 progetti selezionati nella prima fase di bando per il nuovo ripristino dell’impianto. Aspettiamo dunque di conoscere il progetto selezionato e il futuro dello storico impianto.

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