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La sella è, da sempre, una questione complessa, soggettiva e condizionata da variabili in stretta sinergia tra loro come le caratteristiche strutturali (forma, imbottitura e materiali) e biomeccaniche (altezza, arretramento e inclinazione) della sella stessa e personali del ciclista (morfologia, flessibilità, assetto in bici e attività).

In sella il peso viene scaricato sulle ossa ischiatiche con un aumento di pressione su nervi e parti molli e con una conseguente riduzione del flusso sanguigno e frizione della cute.

Diversamente da come si potrebbe pensare una sella con imbottitura generosa può dare più problemi di quanto non faccia una più rigida: quest’ultima infatti, purchè della giusta dimensione, permette di scaricare meglio il peso sulle ossa ischiatiche a beneficio delle parti molli.

La larghezza giusta per la sella

La larghezza della zona di appoggio degli ischi è il parametro prioritario nella scelta della sella insieme a forma, foro centrale e sua dimensione, materiale ecc…

I numerosi sistemi per misurare la larghezza di tali sporgenze non possono prescindere dall’attività che si svolge: lo stesso ciclista potrebbe necessitare due selle diverse praticando agonismo su strada e mtb: la posizione aerodinamica (maggior inclinazione busto) presuppone infatti uno spostamento in avanti dei punti di contatto con la sella (da tuberosità verso osso pubico) con una diminuzione della larghezza dell’appoggio dovuta alla forma a V dell’anatomia pelvica.

Con selle troppo strette si rischia di arretrare o ruotare lateralmente il bacino per trovare maggiore appoggio col risultato di “ingobbirsi” o di sovraccaricare la muscolatura in modo asimmetrico; viceversa selle troppo larghe implicano uno spostamento in avanti ed un aumento delle zone di contatto con relativi sfregamenti.

Quale forma scegliere?

Per quanto riguarda la forma in linea generale selle piatte e con punta smussata (short fit) sono più indicate per chi, con una buona flessibilità, mantiene agevolmente la posizione aerodinamica con dislivello sella/manubrio (drop) anche importante; forme piu arrotondate per chi preferisce una posizione più rialzata (endurance, gravel o poca flessibilità e “pancia”). La forma dovrebbe comunque favorire l’antiversione del bacino riducendo al minimo l’inversione di curva a livello lombare con grandi vantaggi in termini di stress ed efficienza muscolare.

La scanalatura centrale ha lo scopo di alleggerire la pressione nella zona genitale; se questa soluzione risulta funzionale per molti, non lo è necessariamente per tutti poiché parte del carico viene scaricata altrove (ai bordi del canale stesso) e per alcuni potrebbe risultare poco confortevole (in special modo per le donne che lamentano gonfiore e tumefazione delle grandi labbra).

Trovare a priori la sella ideale è quindi una bella impresa e, una volta trovata (per tentativi ed errori!) conviene non cambiarla più!

La sella della bicicletta

E qual è l’altezza giusta?

Regolarla alla perfezione poi è un’altra sfida; l’altezza (in relazione al movimento centrale) è il parametro più importante di tutto il posizionamento: definisce l’angolo ideale al ginocchio (27°/ 30° circa con pedivella nel punto morto inferiore) ed è la risultante di un compromesso tra comfort, massima espressione di potenza e minor stress articolare possibile.

La misura finale è condizionata, tra le altre cose, dalla flessibilità della muscolatura posteriore dell’arto inferiore che limita l’estensione del ginocchio e che, ancorandosi al bacino, ne inibisce l’antiversione

A parità di altezza sella l’angolo al ginocchio può variare in base allo stile di pedalata (due ciclisti identici potrebbero avere altezza diversa a parità di angolo al ginocchio: più alta per chi pedala “di punta”) o a cambiamenti dell’attrezzatura (scarpa, pedale con diversa distanza suola/asse ecc…). Attenzione a non regolarla troppo alta con l’idea di “spingere di più”: per raggiungere il punto morto inferiore si rischia di muovere eccessivamente il bacino (aumento degli sfregamenti cutanei), si impone un surplus di lavoro al polpaccio e si tende a stirare la muscolatura posteriore che, soprattutto con flessori rigidi o retratti, può essere causa di eventuali mal di schiena. Occhio anche alla sella troppo bassa: aumenta il carico sul ginocchio e impedisce a glutei e quadricipiti di esprimersi al meglio.

Arretramento? Sì, ma come sceglierlo?

L’arretramento va di pari passo con l’altezza ed è fondamentale nel determinare l’efficacia della produzione di potenza, evitare patologie da sovraccarico e trovare la centralità per una guida ottimale; non serve, come talvolta capita di sentire (!) per accorciare la distanza dal manubrio per compensare un telaio troppo lungo; dipende fondamentalmente dalla lunghezza del femore, si gestisce facendo scorrere avanti/indietro la forchetta della sella sul reggisella ricercando l’allineamento del centro di rotazione del ginocchio con quello del pedale stesso (filo a piombo, pedivella orizzontale).

La sella molto avanzata permette di esprimere elevati livelli di forza ma a costo di un sovraccarico articolare eccessivo e con sbilanciamento sull’avantreno (possibile fastidio mani e spalle). Sella molto arretrata penalizza la funzione di leva del ginocchio con diminuzione dell’espressione di forza, maggior difficoltà a raggiungere il manubrio e a guidare la bici (minor peso su avantreno).

Inclinazione per definire l’assetto ideale

L’inclinazione, infine, condiziona l’assetto e deve tener conto della morfologia e della posizione desiderata dal ciclista; tenendo come punto di partenza la sella in bolla vale la pena considerare la possibilità di un’inclinazione, seppur minima (1°-2°), in avanti per dare sollievo a chi (soprattutto con drop sella manubrio importante) soffre di intorpidimento ai genitali o eccessiva pressione a livello pubico (frequente tra le donne con iperlordosi lombare). Questo piccolo accorgimento aiuta a mantenere più agevolmente il bacino in antiversione (colonna più dritta, più facile raggiungere il manubrio in posizione più aerodinamica) ponendo il gluteo nella condizione ideale per esprimere potenza.

Non vi è invece alcun beneficio nell’inclinare la sella indietro, nemmeno nel tentativo di evitare lo scivolamento in avanti (più indicato agire su altezza sella e assetto in generale).

Una volta trovata la sella giusta il consiglio è di controllarne regolarmente l’usura e imparare a segnarne le quote per riportarle eventualmente su altre biciclette (ricordando che selle diverse possono fare variare i parametri).

La gestione della sella richiede un po’ di impegno ma sempre ben ripagato poiché non c’ è nulla di peggio di una lunga pedalata su di una sella scomoda!

E dunque, buona pedalata!

 

 

 

 

 

 

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