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Sotto le stelle del jazz, ma quanta notte è passata, Marisa svegliami, abbracciami, è stato un sogno fortissimo…(p.conte)

Notte di stelle

Notte di stelle cadenti, di sognatori incalliti e visionari impenitenti. Di chi ha scelto il “pensiero divergente” (e divertente), come stile di vita. Di chi è capace, con naturalezza e nonchalance, di buttare sul tavolo quotidiano, considerazioni che impongono una qualche riflessione.

Di chi, dotato di sensibilità particolare per le stelle, dedica alla propria bicicletta, uno spazio importante. Rendendola stella polare.

Anche noi ciclisti consapevoli, attenti osservatori degli accadimenti quotidiani, nel nostro piccolo, abbiamo le nostre idee, i nostri pensieri, la capacità di esprimere opinioni, lontano dagli imbonitori e dai riflettori dei talk-show.

In quanto ciclisti, inseparabili della nostra bicicletta, la nostra visione della vita è perfettamente bilanciata. Equilibrata. La nostra attività ciclistica ci rende pazienti, tolleranti (e intolleranti), resistenti, scattanti, silenti e meditativi ascoltatori. La nostra bicicletta ci pone in uno stato mentale che ci distoglie, o forse ci eleva, dalle nostre vite frenetiche, migliorando senza ombra di dubbio, il nostro modo di vivere e di essere.

Ciò che non va nella società è la sommatoria di ciò che non va in noi. Se tutti pedalassimo di più, saremmo più rilassati e litigheremmo di meno. Proviamo dunque con grande ambizione, a vederla così: la bicicletta è forse la migliore invenzione nella storia del mondo. Pensiamoci. E mentre lo facciamo, non permettiamo al frastuono della vita di sovrastare i nostri sensi migliori.

Guardiamo con occhi diversi

Saper pensare in modo divergente, è di grande aiuto. Ci insegna a vedere con occhi diversi, quello che è sempre stato sotto i nostri occhi. É opportuno, di tanto in tanto, mettere un punto di domanda a quelle frasi, e cose della vita, che diamo troppo spesso per scontate.

Pedalare concede tanto tempo al pensiero meditativo. Proviamo dunque a riconsiderare il nostro modo di pensare, di essere, di stare al mondo. La situazione che il mondo intero sta vivendo è una ottima occasione per riconsiderare la nostra posizione.

Questa pandemia è un bell’imprevisto. Ma vediamola così: l’imprevisto è sempre stato il più forte tra gli elementi evolutivi.

Il virus ci sta dicendo che forse abbiamo raggiunto un livello di arroganza troppo alto e dovremmo ripensare al nostro stile di vita. Se non lo facciamo di nostra spontanea volontà, la rivalsa della natura saprà essere violenta come un uragano e risolutiva, secondo le sue regole. Estinzione inclusa.

Citiamo Martin Luther King: “può essere che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete, se non farete nulla per cambiarla“ (da pensieri&pedali Turbolenti)

Da ciclisti esperti, sappiamo sviluppare la capacità di allontanarci senza clamore dalle troppe e inutili distrazioni quotidiane, iniziando a percorrere strade dimenticate dove regnano silenzio e quiete, dove il caos cede il passo all’equilibrio e alla forza della calma e della semplicità. Le Strade Zitte.

Al di là delle individuali ambizioni prestazionali, l’obiettivo che dobbiamo perseguire è quello di diventare ciclisti migliori, e quindi persone migliori. Questo il nostro desiderio sotto le stelle cadenti del jazz…

Buon 10 agosto e buone pedalate.

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