Il piccolo giro del Mottarone

Abbiamo chiuso il 2019 ammettendo che la velocità non è la dote più spiccata della bicicletta per arrivare alla conclusione che, sempre la stessa bicicletta, è un ottimo antidepressivo. Un “attrezzo” che ci fa sentire bene.

Ne siamo stra-convinti e torniamo sul tema con un approfondimento utile per darci degli obiettivi sostenibili per questo 2020 appena iniziato. Obiettivi compatibili con le nostre caratteristiche psico-fisiche.

Scopo statutario della società sportiva Turbolento è il benessere psico-fisico dei partecipanti alle attività ciclistiche. Benessere psico-fisico che migliora la qualità della vita e contribuisce al nostro equilibrio e alla nostra felicità.

Cerca il tuo ritmo con passione e intensità

Iniziare a pedalare con una certa passione e intensità è una bella sfida sul piano motivazionale e fisico. Una sfida possibile per molti, moltissimi.

Più che un prodigio di velocità, la bici è uno “strumento” di benessere e felicità. Sicuramente lo è. Non abbiamo dubbi. Salvo stressarsi con esasperate, quanto inutili, competizioni che ci portano a cercare la velocità e non il nostro ritmo. Di pedalata e di vita.

Un buon ritmo di pedalata aiuta il fluire dei pensieri, proprio come i pensieri positivi e le emozioni in libertà aiutano il ritmo della pedalata. Come si fa?

Costanza, pazienza e voglia

Non è impossibile. Occorrono costanza, pazienza e voglia. Intesa, in questo caso, come il contrario della pigrizia. Oltre alla giusta attrezzatura e all’inizio qualche buon consiglio.

Chissà perché per imparare a sciare o a giocare a tennis ci si rivolge a un maestro o a una scuola, mentre in bici “pronti via” e si va? La risposta ricorrente è che a pedalare si impara da bambini e non lo si dimentica più.

E allora via, allo sbaraglio, o nella migliore delle ipotesi con un amico/a, fidanzata/o, compagno/a di squadra che in genere alla seconda o terza volta che vi accompagna, aspettando pazientemente il vostro ritmo, molla il colpo. Oppure pretende da voi prestazioni da ciclista esperto, se non da atleta.

Un conto è però la pedalata per giocare in un cortile, o su un’aia o in uno spazio poco più grande. Altro è pedalare con la cognizione di farlo, cercando nella bicicletta, da adulti, una via verso il benessere psico-fisico.

Cerca il tuo ritmo con cognizione

La cognizione serve a capire che i movimenti inutili sono uno spreco di energia, che non si pedala solo con le gambe, ma anche con la testa e con tutto il resto del corpo. L’arte della pedalata rotonda è un racconto di pianure e paracarri, di salite e discese, ma soprattutto del perfetto equilibrio che la bicicletta aiuta ad instaurare tra il corpo e la mente. Noi la definiamo cycling mindfulness 

Che il vostro obiettivo sia una vacanza in bicicletta, un lungo viaggio, un’avventura con gli amici o semplicemente una lunga scampagnata che vi porti lontano con le sole vostre energie, avete bisogno di capire come si può fare. Non è impossibile.

Metteteci e mettetevi alla prova con una delle nostre Ride (Easy, Fitness o Advanced) o con la Cycling School con corsi di MTB per bambini e ragazzi e corsi di bici da corsa per chi vuole iniziare o migliorare le proprie cognizioni ciclistiche. Si impara la tecnica attraverso teoria e pratica, si impara a cambiare una camera d’aria in caso di foratura, si impara la corretta alimentazione e i fondamentali della sicurezza in strada. Si imparano i percorsi e soprattutto si impara a pedalare gestendo la fatica. Fondamentale è trovare, capire e seguire il proprio ritmo e non quello degli altri.

Poi il ritmo, come nel jazz, può cambiare. Ma questa è un’altra storia e un altro prossimo post.

BUONE PEDALATE

 

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