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Al passo del Rastrello salendo da Sesta Godano
Al passo del Rastrello salendo da Sesta Godano
Al passo del Rastrello salendo da Sesta Godano

Da Milano al mare Adriatico (Sabbioneta-Mantova)

Lombardia / facile / 42 km / 400 D+

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DESCRIZIONE

MANTOVA / Sabbioneta. Da Milano a Ferrara e al delta del Po. Terza tappa. Itinerario cicloturistico a tappe, arrivo e visita a Mantova, città dei Gonzaga e di Virgilio.

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MANTOVA IN UN’ORA, note culturali a cura di Gigi Marson.
Solo le miracolose possibilità della bici permettono, in un’’ora o poco più, di apprezzare il fascino di questa città piena di storia, d’arte e di gente “cortese”. Cortese proprio come Dante definisce Virgilio, la sua guida mantovana. Partiamo da Palazzo Te, cinquecentesca dimora estiva dei Gonzaga, edificata da Giulio Romano e punto di ritrovo ideale (ampio parcheggio gratutito ed ombreggiato, vicino allo stadio). Chiedendo semplici indicazioni ai “cortesi” mantovani, in un chilometro si arriva alla spettacolare Piazza Sordello, su cui si affacciano, oltre al Duomo, il Palazzo Bonaccolsi e l’immenso Palazzo Ducale: 34.000 metri quadrati. Altre meraviglie, come Sant’Andrea, il Palazzo della Ragione e la Rotonda di San Lorenzo, ce le saremo godute lungo il percorso verso Piazza Sordello (per chi non lo sapesse, questo poeta in realtà si chiamava Teofilo Folengo e fu tra i primi a traghettare il latino verso l’italiano). L’ultima casa sulla sinistra, uscendo da piazza Sordello in direzione dei laghi, è la casa di Rigoletto. Ora tutti sanno che questo verdiano giullare di corte non è mai esistito. Eppure i cortesi mantovani gli hanno perfino trovato una casa credibile, con tanto di monumento deforme nel cortiletto. Per la gioia dei turisti melomani. Proseguendo verso il lago, sulla destra compare in tutta la sua imponenza il Castello di San Giorgio. Al suo interno è conservato il capolavoro del Mantegna: la famosa “Camera degli sposi”. Non si entra con le bici ma merita, da sola, un viaggio a Mantova. Ritorniamo sui nostri passi verso piazza Sordello. Però infiliamoci subito nel grande arco affrescato che troviamo alla nostra sinistra. Siamo in Piazza Castello (guarda caso), stupendo e perfetto teatro all’aperto. Poco più avanti passiamo di fronte a Santa Barbara (chiesa palatina, guarda caso) che racchiude al suo interno un rarissimo organo Antegnati. Risalendo la breve rampa di fronte alla chiesa si può notare, sulla sinistra, lo scalone che permetteva ai Gonzaga, grandi allevatori dei migliori cavalli dell’epoca, di accedere direttamente al primo piano del palazzo ed al “Cortile della Cavallerizza”. A cavallo. Si, al primo piano, a cavallo. Altro che mountain bike. In cima alla rampa a destra si entra in un tranquillo giardino ombreggiato da cui si gode la vista della “Tor dal Sucar” (torre dello zucchero, non so perchè). A proposito di torri, Mantova medievale ne era piena. Oggi resiste ancora la “Torre della Gabbia”, di fianco all’arco che immette in piazza Sordello, così chiamata perché dotata di una gabbia in ferro, sospesa a mezz’aria, in cui venivano rinchiusi i prigionieri, sottoposti a pene indicibili. Basti pensare alle zanzare che pare siano state inventate proprio a Mantova. Ritorniamo ora verso il Palazzo della Ragione, al cui interno hanno trovato dimora i musei di due indimenticabili sportivi mantovani: Tazio Nuvolari e Learco Guerra. Come dire: il meglio del volante ed il meglio del pedale. Lasciati i due piccoli musei sulla destra, si arriva in Piazza Dante. Qui merita almeno un’occhiata il Teatro del Bibiena, inaugurato con un concerto di un giovanissimo Mozart e dotato di un’acustica davvero sensazionale. Ora fatevi indicare, dal solito “cortese” mantovano, via Pescheria. Si chiama così perché Mantova, città d’acqua, è attraversata da un Rio (si chiama proprio così, come quello delle Amazzoni ma è un po’ più corto) per buona parte ormai coperto ma visibile proprio dalle volte di via Pescheria. LePescherie, ancora in uso fino a non molti anni fa, sono opera di Giulio Romano, lo stesso di Palazzo Te. Insomma, non è Venezia, ma lo scorcio è davvero suggestivo. Proseguendo per via Mazzini si arriva davanti al “Confortatorio dei Martiri” dove passarono la loro ultima notte prima del patibolo i Martiri di Belfiore. Non è un posto allegro ma fa meditare sulla totale stupidità della pena di morte. Ancora più avanti, e sempre fidando sulle indicazioni dei “cortesi” mantovani, si trovano la casa in cui visse Giulio Romano (in via Poma) e, proprio di fronte al Famedio (in via Acerbi), la stupenda e semplicissima casa del Mantegna (quello della “Camera degli Sposi”). Le due edicole sormontate da aquile ci riportano in direzione di Palazzo Te. Proprio lì di fianco, e sul lungo rettilineo che porta allo stadio (con tanto di velodromo ancora funzionante), si tenevano importanti gare di auto e moto in cui, manco a dirlo, Nuvolari correva in casa. Meglio comunque il silenzio, la calma e la tranquillità della bici. Mantova sembra fatta apposta per questo.
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PROFILO TECNICO

Si esce da Sabbioneta dalla “porta principale”, quella che immette sulla SS420 Parma-Mantova, si attraversa la statale in prossimità del semaforo imboccando la stradina di fronte che porta a Villa Pasquali, Squarzanella e San Matteo alle Chiaviche. 
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E’ una tappa breve, caratterizzata da tratti molto suggestivi dal punto di vista paesaggistico, in particolare il percorso che si snoda all’interno Parco Regionale dell’Oglio tra le Chiaviche e Scorzarolo con il ponte di barche sull’Oglio distrae e distende il corpo e la mente, facendo dimenticare la fatica del pedalare, incantando lo spirito.
Poche centinaia di metri dopo il ponte di barche, l’Oglio si immette nel Po, la pedalata prosegue quindi lungo gli argini del Po fino a Borgoforte. Qui si scende dagli argini verso sinistra, portandosi nella piazza – fontanella – da cui si esce verso sinistra. Al primo bivio si gira a sinistra (non si deve passare sotto il ponte della ferrovia) percorrendo la SP56 per alcune centinaia di metri fino al bivio successivo dove, sulla destra, inizia la SP55 che, in 15 chilometri circa, porta fino a Mantova. In località Ponte Ventuno suggeriamo di voltare a sinistra per evitare il lungo rettilineo e l’ingresso a Mantova dalla SS62. Dopo la svolta a sinistra si imbocca la prima strada sulla destra, seguendo le indicazioni San Silvestro raggiungendo Mantova per strade minori. Dopo una visita alla bellissima città ed una sosta ristoratrice in Piazza Sordello, una delle tantissime belle piazze italiane, si può proseguire per la quinta e ultima tappa di questo viaggio ciclistico verso l’Adriatico.

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