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Il giro di Renzo Zanazzi

Milano / 2-3h / facile / 62 km / 150 D+

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DESCRIZIONE

MILANO / Navigli –  “ciao Zanazzi e scusa per la compagnia” (Marco Pastonesi)
Prima di conoscere il Renzo credevamo che questo percorso tra piccole strade e vecchie cascine, campi e risaie, potesse essere un nostro “tesoro segreto”. A furia di girare in bici tra Navigli, Parco Agricolo e Ticino, con un pizzico di curiosità e gusto per il pedalare esplorativo, non è impossibile arrivare a collegare queste minuscole tortuosità d’asfalto che, con una regolare sregolatezza, inseguono i confini delle proprietà agricole.

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Poi un giorno si esce a pedalare con Zanazzi, che alla bella età di 84 anni  (aprile 2008) tira ancora sopra i 32km all’ora e non si è perso una sola PedalatAzzurra. Quel Renzo Zanazzi che tutti i ciclisti frequentatori di queste strade conoscono e riveriscono. Scopriamo così che quelle stesse, piccole e segrete (solo per noi) strade, per lui, esistono da sempre. Il Renzo le percorre almeno un paio di volte alla settimana, spesso tre, ogni tanto anche quattro. Da prima della guerra….

E’ quindi doveroso dedicare a lui questo giro. Nella versione base di 56 km, estensibile a dismisura a seconda delle innumerevoli divagazioni.

E’ un giro piacevolissimo e veloce, molto indicato nelle mattine d’estate. Partendo di buon’ora i colori della campagna sono una meraviglia. Al rientro, prima degli ultimi chilometri lungo l’alzaia ciclabile, un buon caffè nell’ottimo bar-pasticceria di Gaggiano, ci può aiutare ad affrontare serenamente anche la giornata più dura.
Ripetendolo 2 o 3 volte alla settimana, come faceva il Renzo si accumulano dai 450 ai 600 chilometri al mese di ottimo allenamento. Perché la gamba si fa in pianura.

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PROFILO TECNICO

Partenza da San Cristoforo al Naviglio Grande, pedalando lungo l’alzaia fino a Trezzano. Qui si attraversa il canale, pedalando per circa 200 metri lungo la provinciale per svoltare a sinistra. E’ questa una brutta curva a sinistra per i ciclisti, a cui si deve prestare molta attenzione.

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Regolandosi con il semaforo di Trezzano, alle spalle di chi pedala verso Gaggiano, si riesce ad approfittare dei vuoti di traffico nel nostro senso di marcia, lo stesso dicasi per il traffico in senso contrario per un semaforo poco più avanti. Insomma, la vita di noi ciclisti non è gran che agevolata dalle attuali soluzioni viabilistiche, ma con attenzione, impegno e prudenza si riesce a districarsi.

Fatta la svolta si apre un mondo incantato di stradine zittissime, contorte, spesso piene di ghiaino e sporco nelle curve, circondate da campi verdi, risaie, cascine inaspettate a neanche 15 km dalla città. Sulla sinistra il lago del Boscaccio, subito dopo sulla destra la cascina Villandolo, a questo bivio si prosegue diritto, poco più avanti la Doresano e il vicino fontanile Tavernasco, poi risaie a destra e a sinistra che quando sono allagate, sembra di pedalare sull’acqua. Altre curve a gomito per aggirare la cascina Copiago, il piccolo cimitero, gemello di quello di Noviglio, poi l’agglomerato di  case di Tainate con la sua chiesa in mattoni a vista, quindi l’incrocio con la Sp 203. Qui a sinistra, direzione Noviglio, all’incrocio successivo a destra sullo stradone verso Rosate (traffico in genere scarso, veloce, ma scarso). Si attraversa Rosate e in prossimità delle ultime case, a destra verso le cascine Contina e Villanova. Fuori dal centro abitato riprende la magia delle minuscole strade di campagna, si supera il ponticello sopra il Naviglio di Bereguardo (il più antico rimasto in questo sistema di navigli a ovest di Milano), quindi a destra oltrepassando la Cascina Coronate, rettilineo, incrocio con la statale 526, curvone della cascina Basiano, discesa al Fosso Morto, sulla sinistra il vecchio sistema di canali con mulino abbandonato che meriterebbe accorta ristrutturazione. Sulla destra si lascia la statale scendendo verso i boschi del Ticino tra Besate e Morimondo. All’incrocio si tiene la destra (sulla sinistra si va alla cascina Caremma e a Besate), ancora qualche chilometro di stradine che a pedalarci sopra ci si riconcilia con il mondo intero, Cascina Cerina: di sotto, di mezzo, di sopra. Sulla destra spunta oltre gli alberi il complesso architettonico dell’Abbazia di Morimondo, un luogo dello spirito (non solo ciclistico). Il giro Zanazzi continua tra filari di pioppi sulla via vicinale della Marina, fino ad incrociare, in comune di Ozzero, la strada Soria. Qui a destra, leggera salita e si ritorna sulla statale 526 (poco a sud di Abbiategrasso), con chicane destra-sinistra (prudenza nell’attraversamento dello stradone), si imbocca la via del rientro lungo la sp183 che porta a Caselle, quindi Gudo Visconti e Vigano. Qui all’incrocio a sinistra, al successivo (immissione su provinciale) che si segue per 400m circa fino all’incrocio sulla destra con la piccola strada per Barate. Qui a destra e al primo incrocio a Sinistra entrando nell’abitato. Si segue la piccola stada tortuosa, al primo bivio dopo le ultie casa a destra verso la Cascina Grande. Curva secca a sinistra poi all’incrocio successivo a destra. Si ritorna alla Cascina Villandolo e quindi si percorre a ritroso il percorso dell’andata.

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