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1 euroTessera Fidal per amatori aumentata di €3, pari ad un incremento del 30%, rispetto al costo precedente di 10€. In fondo il biglietto del tram a Milano è stato aumentato del 50%…..vero che non aumentava da 10 anni, vale a dire

dall’introduzione dell’euro…vero anche che ad Amsterdam costa 4€ (e tutti scelgono di muoversi in bici)…ma questo non c’entra. La Fci provinciale chiede un contributo “volontario” e sacrosanto di 50€, se no, non non si va avanti. Da quando non aumentava il costo della tessera Fidal? da almeno tre anni, perchè la nostra neonata
sezione running ha sempre pagato lo stesso importo (fino ad ora). Nulla da dire.

E il movimento (il grande movimento) dello sport amatoriale…paga. Paga per il certificato medico, paga per l’affiliazione, paga per la tessera (13€ quella Fidal, 42€ quella FCI….oltre ai costi di affiliazione). Paga, giustamente, per partecipare alle gare. Un grande movimento fatto di ciclisti, runners, appassionati di sci nordico, di sport all’aria aperta in genere.

Quello che si definisce outdoor-sport.

Anche il mercato (grande o piccolo che sia) dell’abbigliamento, delle calzature, degli attrezzi, degli integratori, dell’editoria, et.etc. è alimentato dai praticanti a livello amatoriale, che pagano,

pagano tutto. Per soddisfare la loro grande passione e anche per mantenere lo sport agonistico attraverso le diverse federazioni e anche il corpo dirigente dello sport italiano….a volte si paga anche qualche stranezza o piccola furberia.
Ma la passione è passione, si sa. Forse però un margine per migliorare le cose c’è. Come dice lo zen “invece di lamentarti del buio, accendi una candela”.
Nel nostro piccolo, noi, le nostre quote associative, le lasciamo invariate. Ma il nocciolo della questione, purtroppo è un altro. Capisci a me?

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